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Vincere-perdere:I10 segreti dell’atteggiamento vincente

giovedì, 10 giugno 2010

atteggiamento vincente,successo,autostima,start up,autoefficacia

Guardati allo specchio
La persona che tu vedi riflessa è quella in cui credere.Ogni cosa che fai,senti,dici dipende esclusivamente dal tipo o dalla tipa che vedi nello specchio
Prima di uscire e cercare di trovare un posto nel mondo,andare d’acordo con gli altri devi devi piacerti,apprezzarti    

Vincere è una questione di atteggiamento
.
Il primo passo è accettarsi.
Rogers,il padre della psicologia umanistica, diceva
“Solo se mi accetto come sono, posso cambiare”.

Immagina di salpare con la tua nave per una destinazione che ti piace
Il punto dello start up è partire da quello che hai e trarre il meglio dalle opportunità.


Cosa serve oggi per navigare nella burrasca della recessione e della crisi?
*Una nave solida
*una mappa chiara
*una bussola per sapere dove stai andando e,
  se necessario,correggere subito la rotta

Tutto ciò che ti accade e che ti accadrà non è importante ma cosa ne fai,come trasformi  le lezioni nel tuo bagaglio di esperienza positiva per crescere,come impari a governare le tempeste e tenere il timone.

Quali sono gli atteggiamenti giusti per vincere?
Prova a fare il check up

I 5 atteggiamenti ok
1 il vincente è sempre parte di una risposta
il perdente si focalizza sul problema,sugli ostacoli 

2 il vincente ha sempre un programma da seguire
il perdente ha sempre una scusa

3 il vincente non si prefigurano un solo scenario ma hanno sempre un piano B
il perdente si concentra e punta su un solo modo e4 sel ciò che è fatto non va bene non sa come fare

4 il vincente dice ‘lascia fare a me,faccio io’
il perdente “non è compito mio”

5 il vincente  vede sempre il semaforo verde accanto agli ostacoli
il perdente vede due o tre ostacoli e un solo semaforo verde 

6 il vincente dice” forse è difficile ma non è fattibile
il perdente “si può fare ma è troppo difficile

7 il vincente agisce
il perdente si lamenta polemizza e non agisce Agiscono!!

8 il vincente si concentra sul presente e sul futuro
il perdente si 
concentra sul passato

9 il vincente domanda e decide.
il perdente rimanda

10 il vincente si prende sempre le sue responsabilità.
il perdente cerca sempre un responsabile,qualcuno al quale dare la colpa

Non ho paura delle tempeste perchè sto imparando a pilotare la mia nave
Louisa May Alcott

Per essere vincente devi decidere di esserlo,voler raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere.
Per questo è importante mantenere l’atteggiamento giusto ogni giorno evitando di inquinare la mente con dubbi e pensieri negativi,di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto.
Se sei capace di dare le vitamine giuste della motivazione,della fiducia nelle tue capacità raggiungerai l’obiettivo che hai in mente

atteggiamento vincente,essere vincitore,successo,specchio vincenteI magnifici 10
Lightbulb / Ideaatteggiamento proattivo
Lightbulb / Ideaentusiasmo
Lightbulb / Ideadeterminazione
Lightbulb / Ideamotivazione
Lightbulb / Ideafiducia in se stesso
Lightbulb / Ideaottimismo
Lightbulb / Ideaapplicazione
Lightbulb / Idea ascolto degli altri
Lightbulb / Ideapazienza e costanza
Lightbulb / Idea organizzazione

mandala,mantra vincente, mantra del successo,atteggiamento vincente

 

Il mantra del vincente
Posso ottenere ciò che voglio
Il successo è il mio diritto personale
Io valgo e sono pronto

 

Trovare lavoro-:col vino si guadagna

venerdì, 7 maggio 2010

trovare lavoro,cercare lavoro,nuove professioni,vino,settore enologico,carriera,vittoria nervi

Oggi in Italia il settore vinicolo occupa oltre un milione di persone ed è in costante crescita.

i numeri
La filiera del settore oggi, in Italia, ha un fatturato complessivo di 13,7 miliardi di euro e dà lavoro a un milione e duecentomila persone
Il vino si beve volentieri ma sta anche diventando una frontiera di investimento finanziario

Vino e dintorni

il turismo enologico
La crescita maggiore  è legata al turismo enologico,
i percorsi del vino

informazione e web
La crescita del settore vinicolo ha portato anche alla nascita di riviste e di siti web specializzati e all’esplosione della spesa in pubblicità, con il fiorire di opportunità di lavoro per agenzie, creativi, fotografi e modelle.

benessere e beauty
In grande espansione anche l’industria della cosmetica e del benessere (centri di vino terapia,nuovi prodotti per la cura del corpo)

Studiare il vino
Sono venti i corsi di laurea in viticoltura, enologia, enogastronomia e alimentazione), i corsi post-laurea (449 sono  sul tema del vino) e quelli di specializzazione delle associazioni di settore (cinquemila solo quelli organizzati dall’Associazione italiana sommelier).
Studiare paga, anche in termini di carriera.

(fonte La repubblica)

Come togliere i 10 killer che bloccano la strada della tua carriera

mercoledì, 5 maggio 2010

CV,competenze,interessi,abilità,carriera,passione,career counseling

Che cosa distingue una persona che non ha ancora trovato la soddisfazione in campo professionale da chi l’ha già trovata?
il ‘come’ pensa,gli ingredienti con i quali sono fatti i suoi pensieri,in cosa crede di sapere,di saper fare e di saper essere.

Spesso ci sono autoconvinzioni che sono come le erbacce infestanti che rovinano il tuo giardino del successo e ti danno una immagine distorta del tua capacità e delle tue potenzialità,ti fanno vedere i limiti non le cose come sono realmente.

Ognuno giorno dopo giorno si auto convince di qualche limite e incomincia a collezionare modi di pensare che bloccano la strada verso la propria realizzazione professionale e personale sciupando le occasioni che si presentano, perché pensa di non essere capace di realizzare un sogno,un progetto,di raggiungere l’obiettivo.

Le 10 convinzioni autolimitanti
Arrow Iconnon sono il tipo che si vanta delle sue capacità
Arrow Iconnon posso farci niente…io sono fatto così
Arrow Iconnon vale la pena rischiare,meglio rimanere dove sono
sono troppo…giovane/vecchio
Arrow Iconho troppa/poca esperienza, sono poco/troppo qualificato per quel lavoro
Arrow Iconnon ho bisogno di…;non posso chiedere aiuto a….
Arrow Iconaspetto che qualcun altro metta a posto la mia situazione
Arrow Iconnon vale la pena di progettare  con i tempi che corrono
Arrow Iconnessuno mi calcola,mi prende sul serio..va sempre male
Arrow Iconquando avrò un posto fisso tutto andrà meglio

Come ripulire le erbacce  autolimitanti?
Le credenze che ti ostacolano non limitano solo i pensieri ma anche le tue azioni.Ognuno vede solo le cose a cui crede.

Ogni convinzione che ti limita e ti sbarra la strada è stata seminata nella tua mente e ripetuta infinite volte e tu l’hai imparata,ti sei convinto che è vera

Ogni cosa che si impara,però, si può anche dis-imparare.
Come?
Le nostre convinzioni sono come un navigatore che guida la nostra vita. Sta a noi programmare la destinazione non farci portare da qualche parte
a caso o da altri.

Prima di programmare il tuo navigatore per raggiungere la nuova destinazione tieni presente questi 3 punti.
Su questi tre punti la tua convinzione deve essere al 100%

I TRE PUNTI PCM

POSSIBILITA’
È possibile per me raggiungere la destinazione?

CAPACITA’
sono convinto di essere capace?

MERITO
mi rimerito di raggiungerla?

La differenza tra l’impossibile e il possibile sta nella determinazione della persona.
Tommy Lasorda

bilancio competenze,swot, career assessment,counseling solutions,

Il segreto del tuo marketing personale è …:i 3 passi-chiave

lunedì, 3 maggio 2010

marketing personale,promuovere competenze,self marketing,self branding

IL primo segreto è il punto di partenza per incominciare a promuovere le tue capacità,le tue competenze

Guardati allo specchio
La persona che vedi al di là dello specchio è la sola sulla quale puoi contare
Ti sembra poco?
Se cominci a conoscerla,ad ascoltarla invece di criticarla,di limitarla con ‘devo’ e non devo inutili,con false credenze,dubbi assorbiti dagli altri t
i parlerà della sua passione,dei suoi obiettivi e ti darà l’energia per arrivare a destinazione

Non è abbastanza capire che cosa vorresti essere se no sai chi sei
E non capirai chi sei se non sai che cosa vorresti essere
T. S. ELIOT

Il primo passo  la domanda chiave da 24 mila euro 
Il primo passo è una buona e onesta autovalutazione
chi sono? Come sono arrivato qui?

Il secondo passo : come ti vedono gli altri?
Come ti vedono i tuoi amici? la tua famiglia? Il networking delle persone che conosci?
assertivo? Aggressivo? un rompiscatole?
disponibile? Intelligente? Gioviale?
pignolo? Sognatore?
 
il terzo passo : più importante
come vuoi essere visto dagli altri?

 

Decision making:come prendi le tue decisioni?

giovedì, 29 aprile 2010

trovare lavoro,decision making,carrera,career counseling,abilità di decision making

Ti sei mai trovato a dover decidere  se cambiare lavoro o se una offerta di lavoro che comporta uno spostamento può essere giusta?
Spesso più ti arrovelli e più hai la sensazione di girare in tondo come se fossi su una giostra perché hai paura di commettere un errore.
Più sei coinvolto,più la scelta ha un certo peso e più crescono le incertezze e le ansie relative alla scelta.
Questo accade perché  non esiste la scelta ideale ma davanti a te si apre un ventaglio che ti porta a metterti in gioco, scegliere un percorso piuttosto che un altro,
capire cosa è importante per te in quel momento specifico della tua vita.
Il modo in cui prendi le tue decisioni dipende da vari fattori.Vediamo quali.
la tua personalità così come la difficoltà di decidere.

♦le tue  credenze
♦il rapporto che hai con te stesso/a e

♦quanta autostima hai
♦quanta importanza dai alle varie persone che per te sono significative (del passato e del presente)
cosa ti motiva

 

Immagina la motivazione come un click che scatta ogni volta che ti trovi di fronte ad una decisione da prendere
1 che cosa vuoi ottenere VERAMENTE?
2 quale è l’obiettivo reale?
3 sei sicuro che l’obiettivo che vuoi raggiungere è proprio quello che hai stabilito?
(spesso vuoi ottenere qualcosa ma ti muovi
inconsciamente per ottenere il contrario)

La capacità di decision making (capacità di decidere, di essere proattivi) e quella di problem solving  sono  strettamente legate e ognuna di queste richiede
creatività nell’identificare e sviluppare le possibili opzioni.

3 domande
1Quale è il tuo stile?

Ti basi sulla tua intuizione,sensazione,emozione…?
o fa riferimento agli altri (chiedere pareri,vedere come altri risolvono lo stesso problema…)?

2 quando ti trovi davanti a più opzioni come arrivi alla decisione finale?
Spesso le persone decidono senza avere una strategia.con poche informazioni ed elementi a disposizione.
E’ una questione di risparmio di tempo ed energie mentali.
Si adottano strategie più semplici.
Queste vanno bene quando le decisioni riguardano problemi quotidiani della serie ‘metto il vestito blu o quello nero? mangio la pizza o il secondo?
Queste strategie semplici però non sono utili quando si ha un problema complesso (che ha molte alternative) perché il semplificare porta a limitare la quantità delle informazioni necessarie per arrivare a una soluzione soddisfacente.Questo porta spesso a sbagliare.

Alla fine decidiamo comunque. Ma in che modo siamo arrivati alla decisione?:
- lanciando una monetina? 
- pescando fra i bigliettini?
- sfogliando i petali di una margherita?
- dormendoci sopra perche’ la notte porta consiglio?

3 come hai preso delle decisioni nell’ultimo mese?

Quando dobbiamo decidere abbiamo una serie di dubbi :
*cosa succede se sbaglio?
*con chi posso confrontarmi?
*devo per forza decidere io?
*se aspetto ancora un po’ cosa può succedere? etc…etc…

 Il check up del tuo Decision making
Per identificare i comportamenti che possono ostacolarti quando hai una decisione da prendere il career counseling si serve di specifici test e percorsi mirati sulla per cercare la miglior soluzione.
Di seguito  un semplice questionario per aiutarti a riflettere

quando ho una decisione da prendere:

1aspetto che le cose accadono piuttosto che farle accadere
2 rimando le scelte da fare
3 non scelgo perche’ puo’ esserci una scelta migliore in seguito
4 mi lascio prendere dall’impulso e decido senza sufficienti informazioni o elementi
5 spesso credo che veramente non ho scelta
6 lascio che qualcun altro decida al mio posto
7 ho paura di fare un errore e vado in ansia
8 siccome ho fatto scelte sbagliate in passato ho paura  di decidere
Nel prossimo articolo alcune tecniche per aiutarti

Colloquio di lavoro:le 3 domande chiave per essere vincente

martedì, 27 aprile 2010

colloquio di lavoro,trovare lavoro,cercare lavoro,verbi dinamici,competenze

La strategia vincente
Quando ti presenti ad un colloquio sai bene che i 2 punti basic sono:
1 conoscere la tipologia della azienda,la sua mission e la sua filosofia
2 vendere al meglio le tue competenze,il tuo knowhow,le abilità necessarie per dare una buona performance

Un errore di prospettiva
Molti che cercano lavoro si concentrano su quello che,loro pensano, l’azienda vuole.Questo è un errore.
La giusta prospettiva è scoprire cosa sta realmente cercando quella azienda.
Se conosci quali probabili criteri usa per selezionare sicuramente avrai un vantaggio sugli altri candidati perchè potrai mettere in luce e sottolineare proprio quelle tue abilità che interessano e,quindi,presentarti al meglio.
Ogni azienda ha i suoi criteri che dipendono da ‘cosa ha bisogno’ e naturalmente anche dalla persona che conduce la selezione.
 
Le 3 domande chiave di una azienda
In generale ci sono degli elementi comuni che quasi tutte le aziende cercano nel potenziale candidato.
Conoscere queste 3 domande può aiutarti a costruire la tua strategia quando devi affrontare un colloquio

1 questa persona è in grado di svolgere il lavoro?
E’ una domanda ovvia.Ogni compagnia in ogni campo vuole sapere se tu puoi
aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi,essere competitiva ed espandersi.
Chi ti seleziona cerca di capire se hai la conoscenza,le competenze ,le qualità personali e l’esperienza che ti permetterà di essere efficiente ed efficace in quella data posizione.
Il tuo compito è CONVINCERE.
Per convincere che tu sei la persona giusta per quel profilo è necessario fare degli esempi chiari e specifici che riguardano le posizioni ricoperte prima d’ora,i tuoi studi,i risultati che hai ottenuto.

2 questa persona si integrerà nella nostra compagnia?
Saper fare il lavoro non è sufficiente.Devi farlo per quella specifica azienda e ogni azienda ha la sua ‘cultura’,il suo modo di funzionare,di interagire a livello di risorse umane e di relazione fra colleghi,responsabili,esterni…
Chi ti sta esaminando vuole sapere se tu potrai essere uno di loro,uno del team.
Andrai d’accordo con i colleghi?Riuscirai a essere in tune con l’immagine che l’azienda  sta cercando?

3 questa persona vuole veramente lavorare con noi?
questa è l’ultima domanda.Una volta assicuratosi che sei in grado di fare quel lavoro con quelle specifiche mansioni,che hai capito che tipo di azienda e che filosofia ha vuole capire se sei di passaggio o sei disposto a stare abbastanza tempo per dare il tuo contributo senza andartene dopo che l’azienda ha investito tempo per integrarti e probabilmente formarti.

Queste 3 domande chiave applicate alla azienda con la quale farai il colloquio può darti la possibilità di preparare in anticipo la tua strategia,di scegliere cosa valorizzare del tuo CV e su cosa puntare per essere vincente.

colloquio di lavoro,come rispondere colloquio lavoror, come trovare lavoro

Decision making:10 modi per decidere.Quale è il tuo?

martedì, 16 marzo 2010

 decision-making,counseling,career counseling,10 stili decisionali

Come prendi di solito le tue decisioni? Da cosa dipende?
La modalità dipende senz’altro dal tuo tipo di personalità così come la difficoltà di decidere.
Il tuo stile di decision making si basa sulle tue valutazioni,intuizion,sensazioni,emozioni… o fa riferimento agli altri ( chiedere pareri,vedere come altri risolvono lo stesso problema…)


Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.
(Amleto,Shakespeare)

 
QUALE E’ IL TUO STILE?

stile impulsivo 
decidi e poi rifletti.In questo caso scegli la prima alternativa che ti si presenta senza pensarci troppo perché non ti piace lasciare le cose in sospeso

stile fatalistico
lasci che il destino,il caso decida per te (sarà quel che sarà)
In questo modo deleghi alle circostanze la scelta e ti tiri fuori dall’empasse
 
stile compiacente 
non mai essere fuori dal coro quindi segui l’onda,il ‘come fan tutti ‘o qualcuno che reputi più in gamba di te. Anche se in fondo non sei troppo convinto cerchi di autoconvincerti ( se a lui/lei va bene..vuol dire che anche a me andrà bene)

stile rimanda a domani quello che puoi fare oggi
di solito alla base di questo stile c’è la paura di sbagliare o l’abitudine di procrastinare con la speranza che le cose si risolvano da sole(pensiero magico) o che qualcuno te le risolva (come da bambini)

stile agonia o bilancino del farmacista
passi troppo tempo e spendi troppa energia mentale per soppesare i pro e i contro,per raccogliere informazioni accumulando confusione.Alla fine rimani sempre in sospeso e indeciso

stile pianificazione
adotti un approccio razionale equilibrato tenendo conto dei fatti ma anche delle tue emozioni.
Vuoi fare la cosa giusta al momento giusto

stile intuitivo
prendi le decisioni basandoti su ciò ‘ che ’senti’ giusto.Di solito non sai spiegare il perché lo è, ma il tuo istinto ti dice che ‘ è giusto fare così e molte volte ti ha dato input che poi si sono rivelati giusti

stile paralisi
sai cosa fare,sai cosa comporta la tua decisione ma non riesci a passare all’azione,
temporeggi nel ‘..e se poi…?  dovrei fare così ..ma….

stile ‘me la filo’
questo stile si adotta per evitare le proprie responsabilita’ o evitare di rispondere a domande dirette fatte da altri ( mah..ci sto pensando…forse…non so…. )

stile ‘il rischio non e’ il mio mestiere’
scegli sempre l’opzione che presenta il livello minore di rischio o di responsabilita’ anche se non e’ la migliore in quel momento per te

stile ‘chiediamolo a….’
speso ti capita di chiedere a colleghi,amici ‘tu cosa faresti?’ ,poi in genere fai l’esatto opposto per avere la sensazione di aver preso da solo la tua decisione.

number-threeLa tecnica delle 3 opzioni
Se ti stai lambiccando il cervello fra due scelte A o B e qualcosa non ti convince
in entrambe le opzioni quello di cui hai bisogno è di scoprirne altre.
In genere le persone smettono di cercare altre modalità di scegliere appena si trovano davanti con le due scelte più ovvie e quindi rimangono in standby.
Il segreto è di chiedersi ‘quale è la mia terza opzione?’
Prima di prendere una decisione (specie quelle importanti che ti mettono in ansia) assicurati di avere almeno 3 opzioni

 

Come arrivare al successo?La ricetta di Obama

domenica, 28 febbraio 2010

 

successo,competenze,Obama,career counseling

Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto.

Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi.
Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione.

Vi occorreranno la creatività e l’ingegno per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento.

Non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».

Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio.
( fonte: La Stampa-leggi l’articolo )

Donne e worklife balance : come tieni in equilibrio i due piatti della bilancia?(part 2)

lunedì, 22 febbraio 2010
work-life-balance
Nel precedente post ho fatto una panoramica dello ’stato dell’arte’,un quadro poco confortante specie per l’Italia che,che è definito un paese maschilista..con le dovute eccezioni che confermano le regole.
Per fortuna le donne hanno il dono del multitasking ma è bene che gli altri non se ne approfittino.
La mia lunga esperienza come professionista,madre e partner mi ha insegnato che occorre essere proattive e imparare a chiedere in prima persona e difendere i propri diritti invece di aspettare che gli altri lo facciano
.
 

 

GLI ATTREZZI
1  identifica le tue priorità
Se vuoi trovare un equilibrio fra avere una vita privata ed avere successo nella tua professione la prima cosa da fare è stabilire le tue priorità nel privato e sul lavoro e stabilire cosa fare,che comportamenti tenere che ti permettano di bilanciare le due cose.
Siccome sei unica il punto di equilibrio ideale è personale e probabilmente è diverso da amiche e colleghe.
Spesso sembra più facile lasciare che le cose vadano da sé piuttosto che prendere in mano la situazione e pensare ad una lista delle priorità.
Aver chiare le proprie priorità,gli impegni urgenti,
importanti…evita di entrare nel labirinto del’faso tutto mi’…’guarda come sono brava’.
Non farlo significa girare come una trottola qua e là,accumulare tensioni e poi magari scaricarle sul partner o sui figli con relativi sensi di colpa o conflitti che vanno in escalation.

Quali sono le cose veramente importanti da sbrigare in una giornata al lavoro?
Quante e quali interruzioni sono inutili ?
Siediti e scrivi la tua lista di cose da fare per non arrivare a fine settimana come una gomma a terra
leggi l’articolo sul time management

in pratica
Lightbulb / Idea fai una lista delle tue giornate ogni settimana e organizza il tempo per ricaricarti,per dedicare al partner, ai figli…
Lightbulb / Idea non passare dal lavoro alla casa senza una fase di ‘decompressione’ .Non correre a casa come una freccia ala fine della tua giornata di lavoro.
Lightbulb / Idea prenditi del tempo per ricaricarti. Tieni del tempo di qualità per coltivare un hobby che ti dia soddisfazione Lightbulb / Idea impara le tecniche anti stress
 
Prova una di queste tecniche:
1 se hai tempo iscriviti a un corso di yoga
2 se hai poco tempo ascolta per 10 minuti una cassetta di rilassamento
3 prenditi 10 minuti per fare un po’ di respirazione diaframmatica per centrarti e scaricare le tensioni.Sarai più lucida e presente poi per dare attenzione alla tua famiglia.
4 prova a focalizzarti nel qui e ora,su quello che stai facendo in quel dato momento senza lasciare che la tua mente corra dietro ai pensieri di quello che devi fare dopo
( devo fare la spesa..devo telefonare….)

2 impara a tirare la linea di confine

Stabilisci i tuoi limiti e non mollare.
E’ sempre in agguato la tentazione di dar retta sempre a tutti ,fare le cose per gli altri mettendo sotto il tappeto i propri bisogni.
Se pensi ai tuoi  bisogni e impari a delegare riesce a poco a poco a gestire senza nervosismo lavoro e casa mantenendo al minimo il burnout e lo stress.
E’ essere egoiste? No, ..è essere realiste.
L’ accusa di essere egoiste è una trappola,una manipolazione per far sentire in colpa.
Stabilisci il numero di ore di lavoro ogni settimana e fai una eccezione solo in rari casi.
Tieniti in agenda del tempo per te.Tempo qualità per fare qualcosa che ti piace e che ti ricarica
Tieniti del tempo a tutti i costi per i tuoi figli.I figli hanno bisogno di tempo qualità non quantità.
Vale di più un’ora dedicata tutta a loro,per ascoltarli,per fare qualcosa insieme che 5 ore passate ad averli intorno mentre facciamo altro.
Quando ti rendi conto che puoi stabilire dei limiti spesso sentirai una voce dentro che insiste a dirti che ‘non dovresti’ rivendicare i tuoi diritti ma essere sempre disponibile.
E’ difficile trovare le parole per stabilire e difendere i propri confini ?
Probabilmente lo è  tanto che spesso molte donne preferiscono non dire niente fino a quando arrivano al livello zero di energia.

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 BIBLIOGRAFIA
Tiziana Rocca, Mamma dalla A alla T.
Manuale di sopravvivenza per le donne di oggi
.

Chiara Lupi, “Dirigenti disperate” -editrice Este
Elisa Tumbiolo, Casalinga in Carriera- ed. Ares
Cinzia Cinque, Una donna per tre. Come conciliare famiglia, casa e lavoro-editrice Franco Angeli
 

 

 

 

career counseling:5 cose da fare per sopravvivere da precario

sabato, 5 dicembre 2009

career counseling,precari,vittoria nervi,professional blog

La precarietà del lavoro, sta producendo stress..ma non solo. Si va da crisi di ansia alla paura di perdere qualcosa di importante:
Arrow Icon la possibilità di sostenersi economicamente, e peggio ancora di non poter proteggere economicamente la famiglia 
Arrow Iconla paura di non poter costruire un futuro
PAROLA CHIAVE: re-agire
La
realtà attuale è molto difficile ed è proprio per questo che abbiamo bisogno più che mai di non abbatterci.

Tutto questo provoca un grande senso di frustrazione, d’inadeguatezza: ‘non sono capace di…’,cosa valgo?’quale è il mio ruolo?’

Arrow Icon 5 cose da fare per re-agire

1)REALITY CHECK
 Facciamo un esame ‘reale’ della nostra situazione economica: forse potremmo accorgerci che è meno disastrosa di quanto la nostra ansia ce la fa apparire.

2) CONSAPEVOLEZZA ATTIVA
Calibriamo la nostra vita sulle reali possibilità economiche di cui disponiamo, combattendo la sensazione di fallimento che ci potrebbe assalire. Cerchiamo quindi di renderci conto che forse la nostra vita non è stata impostata su bisogni reali, ma spesso indotti dal gruppo di riferimento o da modelli esterni.

3) GESTIRE I PENSIERI KILLER
Non pensiamo ossessivamente a quando perderemo il lavoro; questo tipo di pensieri non ci serve a prevenire gli eventi, anche se ci dà la sensazione di controllarli. Nella realtà questo comportamento mentale è inutile per ripararci da situazioni che non dipendono da noi. Tutto questo produce solo insonnia, nervosismo e distrugge ciò che di bello abbiamo ma che non riconosciamo più.

4) ESSERE PROATTIVI
Facciamo un elenco di tutte le cose belle che abbiamo nelle nostra vita, mettiamo via il foglio in un cassetto e dopo qualche giorno facciamo, invece, un elenco di tutte le cose brutte. Solo dopo qualche giorno riprendiamo i fogli e confrontiamoli. L’elenco delle cose positive supererà di gran lunga quello di quelle negative.

5) FAR LUCE SULLE PROPRIE CAPACITA’
Facciamo ora un elenco di tutte le nostre qualità e capacità e mettiamolo in un cassetto. Dopo qualche giorno facciamo un elenco di tutto quello che lavorativamente ci piacerebbe fare. Dopo qualche giorno confrontiamo queste liste: troveremo che, nel caso rimanessimo senza lavoro, ci sono molte cose che potremmo fare.
fonte Adn kronos IGN

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 Il counseling può darti una mano
a livello personale per gestire il senso di frustrazione,le paure e l’ansia

a livello professionale per fare il check up delle tue risorse