
Con che strumenti gli studenti di una scuola professionale si affacciano a questo job market?
Due settimane fa ho gestito il progetto ‘Working Identiy’ con gli studenti delle quinte dell’Istituto Manfredi Tanari di Bologna,una scuola multietnica dove studiano e convivono ragazzi e ragazze di varie nazionalità.
A giugno usciranno dalle superiori e cominceranno concretamente a pensare a cosa è meglio fare per costruire il loro futuro professionale.
Prendere l’iniziativa,decidere se continuare a studiare o cercare un lavoro,presentarsi a un colloquio e mettersi su una strada nuova che cambia direzione con rapidità fa paura a tutti non solo ai 18/20enni.
L’obiettivo del progetto
aiutare ogni studente,tramite una presentazione del nuovo job market in un contesto di dejobbing e questionari mirati,a divenire consapevole delle proprie potenzialità per costruire la propria carriera lavorativa basandosi sulle proprie competenze (employability)
cosa cercano i diciotto/ventenni
Nella discussione in gruppo sono emersi alcuni dei valori più importanti
°varietà e possibilità di cambiare la routine
°essere un esperto/a in questo campo
°far esperienza con qualcosa di nuovo
°rispetto per il mio lavoro
°avere la sensazione di poter migliorare
°avere un benessere economico che mi permetta di vivere più che bene
Alla base di tutto questo c’è il concetto di merito.Cosa significa merito? Il merito è come un cocktail fatto di vari ingredienti:
qualità personali di cui ci si trova dotati senza saperne il perché.
condizioni sociali
incontro fortuiti
scelte inconsapevoli
trovarsi al posto giusto nel momento giusto
Ma in Italia quanto vale il pezzo di carta? un titolo di studio? un master? o in cima alla hit parade c’è la lettera di raccomandazione,la spintarella e utti quei veleni che soffocano il merito?
La domanda è retorica visti gli scenari
Una metafora
Se giochi a scala 40 e ti sono capitate delle buone carte ma non sai giocare a questo gioco il fatto di avere buone carte non ti dà nessuna probabilità di vincere.
°Che carte hai in mano?
°Quali sono le regole del job game?
La carriera diventerà una questione di self management basata sulla capacità di
°saper vendere le proprie competenze e il proprio knowhow
°inventare nuovi rapporti con i datori di lavoro
Le parole chiave sono: adattamento creativo per crescere.
osservazioni-i punti critici:
Ad ogni studente dei 6 gruppi ho fatto questa domanda:
Quello che hai imparato a scuola,negli stage in azienda o nei lavoretti estivi come può aiutarti a prendere l’iniziativa, nel creare il futuro che hai in mente e iniziare la tua carriera nel mondo del lavoro?
Domandona da migliaia di euro che ha sollevato un bel dibattito condito da un certo pessimismo.per il futuro.
1 Molti diplomandi o diplomati hanno troppe informazioni che non riescono a metabolizzare,non sanno come tradurre la loro preparazione, le esperienze lavorative e gli stage fatti in varie aziende in competenze acquisite spendibili nel mercato del lavoro.
La parola chiave è competenze ,le competenze chiave europee rimangono parole sulla carta se non si rinnovano contenuti,metodologia di insegnamento.
Le competenze per il terzo millennio sono importanti ma da sole non bastano.
Le competenze sono i mattoni ma alle fondamenta ci sono i valori e la propria personalità.
La scelta professionale è espressione della personalità. Non deve soddisfare solo i bisogni primari, ma anche aspirazioni,valori.
Numerose ricerche condotte mostrano che le persone che fanno un lavoro non compatibile con il loro tipo personalità tendono a sentirsi insoddisfatte con un alto tasso di instabilità.
2 come muoversi e auto-promuoversi nel nuovo mercato del lavoro, come fare self marketing
A cosa serve il self marketing?
A usare gli strumenti e le strategie efficaci per la costruzione e la gestione d’immagine.
Per trovare un lavoro e per fare carriera.
Fare self marketing vuole dire
° tirare fuori” la propria specificità,differenziarsi
° capire a che area del mercato possano interessare le proprie competenze e abilità
°come presentarsi per essere più interessante
Penso a Jin,una ragazza cinese che mi ha detto’mi piace suonare il violino’ ma i miei genitori vogliono che faccia qualcosa di ’serio’ quindi cercherò un lavoro in ufficio.
Come si troverà un’artista a fare un lavoro ripetitivo?
Penso a Michele che con un bagaglio da perito informatico vorrebbe fare il fisioterapista ma è difficile col numero chiuso quindi gli ho suggerito alcune alternative nel campo del benessere.Come se la caverà?
Penso a Iuri,un ragazzo russo determinato a farcela perché là dove è cresciuto non vuole più ritornare. Riuscirà a far fruttare la sua passione per manga,anime e grafica?

Dico ai giovani: pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura Rita Levi Montalcini
L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.
Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. Steve Jobs